Nel Cuore della Chiesa viviamo unite a Cristo.

Nel Suo amore e nella preghiera, come e con Maria, portiamo a Lui tutta l'umanità...

Mission

... cuori assetati dell'amore di Dio, infiammati dal desiderio di vivere alla Sua Presenza, in profonda relazione con Lui nel silenzio e nella solitudine...

Cfr. Vedere l'Invisibile - Y.Hindrakusuma O.Carm.

Consacrare la propria vita a Dio

I Consigli evangelici della Castità consacrata a Dio, della Povertà e dell'Obbedienza, essendo fondati sulle parole e sugli esempi del Signore Gesù e raccomandati dagli apostoli, dai padri e dai dottori e pastori della Chiesa, sono un dono divino che la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore e con la sua grazia sempre conserva. L'autorità della Chiesa, sotto la guida dello Spirito Santo, li interpreta, ne regola la pratica e stabilisce sulla loro base alcune forme stabili di vita. Come un albero che si ramifica in modi mirabili e molteplici nel campo del Signore a partire da un germe seminato da Dio, si sviluppano varie forme di vita solitaria o comune e varie famiglie religiose, la cui ricchezza spirituale contribuisce al bene sia dei membri di quelle famiglie, sia di tutta la Chiesa, Corpo di Cristo. Queste Famiglie infatti forniscono ai loro membri gli aiuti di una maggiore stabilità nella loro forma di vita, di una dottrina sperimentata per una crescita spirituale, della comunione fraterna in Cristo, di una libertà corroborata dall'obbedienza, così che possano vivere e custodire con fedeltà la loro professione religiosa, avanzando nella gioia spirituale sul cammino della carità.

Con i tre Voti il cristiano si lega volontariamente all'osservanza dei tre consigli evangelici; egli si dona totalmente a Dio amato al di sopra di tutto, così da essere con nuovo e speciale titolo destinato al servizio e all'onore di Dio. Già come tutti i battezzati è morto al peccato e consacrato a Dio, ma per poter raccogliere in più grande abbondanza i frutti della grazia battesimale, con la professione dei consigli evangelici nella Chiesa desidera liberarsi dagli impedimenti che potrebbero distoglierlo dal fervore della carità e dalla perfezione del culto divino, e si consacra più intimamente al servizio di Dio.

Perciò la professione dei consigli evangelici appare come un segno, il quale può e deve attirare efficacemente tutti i membri della Chiesa a compiere con slancio i doveri della vocazione cristiana. Poiché infatti il popolo di Dio non ha qui città permanente, ma va in cerca della futura, lo stato religioso che rende più liberi dalle cure terrene coloro che lo abbracciano, manifesta maggiormente a tutti i credenti i beni celesti già presenti in questo tempo, testimonia l'esistenza di una vita nuova ed eterna, acquistata dalla redenzione di Cristo, e preannunzia la futura resurrezione e la gloria del regno celeste. Ugualmente, lo stato religioso imita più fedelmente e rappresenta continuamente nella Chiesa la forma di vita che il Figlio di Dio abbracciò venendo nel mondo per fare la volontà del Padre e che propose ai discepoli che lo seguivano. Infine, in modo speciale manifesta l'elevazione del regno di Dio sopra tutte le cose terrestri e le sue esigenze supreme; dimostra pure a tutti gli uomini la preminente grandezza della potenza di Cristo-Re e la infinita potenza dello Spirito Santo, mirabilmente operante nella Chiesa.

La professione dei consigli evangelici, quantunque comporti la rinunzia di beni certamente molto apprezzabili, non si oppone al vero progresso della persona umana, ma al contrario per sua natura le è di grandissimo profitto. Infatti i consigli, volontariamente abbracciati secondo la personale vocazione di ognuno, contribuiscono considerevolmente alla purificazione del cuore e alla libertà spirituale, stimolano  il fervore della carità e soprattutto, come è comprovato dall'esempio di tanti santi, sono capaci di assicurare al cristiano una conformità più grande col genere di vita verginale e povera che Cristo Signore si scelse per sé e che la vergine Madre sua abbracciò. I religiosi con la loro consacrazione non diventano estranei agli uomini o inutili nella città terrena, poiché, se non sempre sono direttamente presenti a fianco dei loro contemporanei, li tengono tuttavia presenti in modo più profondo con la tenerezza di Cristo, e con essi collaborano spiritualmente affinché la edificazione della città terrena sia sempre fondata nel Signore, e a lui diretta, perché non avvenga che lavorino invano quelli che la stanno edificando (confr. Lumen Gentium cap. VI).

Attraverso la fedele osservanza dei voti rendi il tuo cuore libero e aperto; allora si potranno riversare in esso i flutti dell'amore divino, sì da farlo traboccare e renderlo fecondo fino ai confini della terra.

S. Teresa Benedetta della Croce - Edith Stein, carmelitana

Ugualmente la santità della Chiesa è favorita in modo speciale dai molti consigli che il Signore nel Vangelo propone all'osservanza dei suoi discepoli. Tra essi eccelle il prezioso dono della grazia divina, dato dal Padre ad alcuni (cfr. Mt 19,11; 1 Cor 7,7), di consacrarsi, più facilmente e senza divisione del cuore (cfr. 1 Cor 7,7), a Dio solo nella verginità o nel celibato. Questa perfetta continenza per il regno dei cieli è sempre stata tenuta in singolare considerazione dalla Chiesa, quale segno e stimolo della carità e speciale sorgente di fecondità spirituale nel mondo.

La Chiesa ripensa anche all'insegnamento dell'Apostolo, il quale incitando i fedeli alla carità, li esorta ad avere in sé gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale « spogliò se stesso, prendendo la natura di un servo... facendosi obbediente fino alla morte » (Fil 2,7-8), e per noi «da ricco che era si fece povero » (2 Cor 8,9). L'imitazione e la testimonianza di questa carità e umiltà del Cristo, i discepoli le vivono in modo continuato e permanente; per questo la Chiesa, nostra madre, si rallegra di trovare nel suo seno molti uomini e donne che seguono più da vicino questo "annientamento" del Salvatore e più chiaramente lo mostrano, abbracciando, nella libertà dei figli di Dio, la povertà e rinunziando alla propria volontà: essi cioè per amore di Dio, in ciò che riguarda la perfezione, si sottomettono a una creatura umana al di là della stretta misura del precetto, al fine di conformarsi più pienamente a Cristo obbediente.

(Lumen Gentium 133- 135)