Carmelo SS.ma Concezione

Via G.Garibaldi 1

01015 Sutri (VT)

0761/609082

CCP 10351013

 Dove la vita è preghiera 

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Nella solitudine tutte le cose create ci aiutano felicemente. Il firmamento, adornato mirabilmente con l'ordine stupendo dei pianeti e delle stelle, ci invita e ci attrae, per mezzo della sua bellezza, ad ammirare le realtà superiori. Gli uccelli dolcemente modulano la soave melodia del canto per la nostra consolazione...

Nicolò Gallico, Carm. - La freccia di fuoco

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli...

Benedite, figli dell'uomo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedica Israele il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, o servi del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, pii e umili di cuore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli. (Cantico Dan 3, 57.82-87)

Sant'Elia Profeta

L'Ordine dei Carmelitani ha le sue origini sul Monte Carmelo, in Palestina (antico Regno di Giuda), dove il grande profeta Elia operò in difesa della purezza della fede nel Dio di Israele e dove lo stesso profeta, pregando in solitudine, vide apparire la nuvola apportatrice di benefica pioggia dopo la secca. Da sempre questo monte è stato considerato il giardino verdeggiante della Palestina e simbolo di fertilità e bellezza. "Karmel" infatti significa "giardino".

Nel secolo XII (forse dopo la terza crociata, 1189-1191) alcuni penitenti-pellegrini, provenienti dall'Europa, si raccolsero insieme presso la "fonte di Elia", in una delle strette vallate del Monte Carmelo, per vivere in forma eremitica e nella imitazione del profeta Elia la loro vita cristiana, nella terra stessa del Signore Gesù Cristo. Costruita una chiesetta in mezzo alle celle, la dedicarono a Maria, Madre di Gesù, sviluppando il senso di appartenenza alla Madonna come Signora del luogo e Patrona, e ne presero il nome, "Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo". Il Carmelo è profondamente legato ad Elia e a Maria. Dal profeta ha ereditato la passione ardente per il Dio vivo e vero e il desiderio di interiorizzarne la Parola nel cuore per testimoniarne la presenza nel mondo; con Maria, la Vergine Purissima Madre di Dio, si impegna a vivere "nell'ossequio di Gesù Cristo" con gli stessi sentimenti di intimità e profondità di legame che furono quelli di Maria.

La Madonna Bruna

La raffigurazione pittorica più antica che esprime l'amore smisurato e la sconfinata fiducia dei Carmelitani per Maria è la tavola raffigurante "S.Maria del Carmine" nota anche come "La Bruna". L'immagine è del tipo detto "della tenerezza", in cui i volti della Madre e del Figlio sono accostati in espressione di dolce intimità. La stella con la coda pendula è simbolo della verginità di Maria prima, durante e dopo il parto; il colore azzurro del manto indica la sua maternità divina e il colore rosso della veste sotto il manto e che copre parte del Bambino, indica l'amore con cui l'ama. Tutta la composizione proclama la realtà della Madre di Dio. Il volto del Bambino non esprime una sembianza fanciullesca, quasi ad indicare l'eternità del Verbo fatto carne. L'immagine, che già appare prima del 1268 nella primitiva chiesetta dei carmelitani in Napoli, fu portata durante l'anno santo del 1500 in devoto e solenne pellegrinaggio a Roma e lungo il cammino si ebbero grazie e prodigi per intercessione della Madonna, che continuarono anche dopo il suo rientro nella città partenopea, determinando l'origine della pia pratica de "i mercoledì del Carmine". (E.Boaga)

Questo gruppo di eremiti laici per avere una certa stabilità giuridica si rivolse al Patriarca di Gerusalemme, Alberto Avogadro (1150-1214), risiedente allora a San Giovanni d'Acri, nei pressi del Monte Carmelo. Questi scrisse per loro una norma di vita, tra il 1206-1214. Successive approvazioni di questa norma di vita da parte di vari papi aiutarono il processo di trasformazione del gruppo verso un Ordine Religioso, cosa che avvenne con l'approvazione definitiva di tale testo come Regola da Innocenzo IV nel 1247. L'Ordine del Carmelo fu così inserito nella corrente degli Ordini Mendicanti.

Verso il 1235 però i Carmelitani dovettero in parte abbandonare il luogo d'origine, a causa delle incursioni e persecuzioni dei saraceni che stavano riconquistando la Terra Santa, riprendendola ai crociati. Ritornarono per lo più ai paesi di origine in Europa.

Ben presto si moltiplicarono e fiorirono nella scienza e nella santità. Col tempo si affiancarono ai frati alcune donne, trasformandosi nel 1452 in monache viventi in proprie comunità.

E' nota la riforma promossa in Spagna da Santa Teresa di Gesù per le monache e poi per i frati, coadiuvata da San Giovanni della Croce e da Padre Gerolamo Gracián. L'aspetto più rilevante di questa azione di Teresa è l'aver integrato nel suo progetto elementi vitali ed ecclesiali della sua epoca. Nel 1592 questa riforma, detta dei "Carmelitani Scalzi" o "Teresiani" si rese indipendente dall'Ordine Carmelitano ed ebbe grande sviluppo nelle due congregazioni di Spagna e di Italia, riunite poi nel 1875. Si hanno così due Ordini del Carmelo: quello dei "Carmelitani", detti anche dell'"Antica Osservanza" e quello dei "Carmelitani Scalzi" o "Teresiani", che considerano Santa Teresa di Gesù come loro riformatrice e fondatrice. Malgrado questa divisione, nei secoli successivi l'Ordine Carmelitano continuò il suo cammino spirituale. Grande sviluppo si ebbe anche tra i laici con l'istituzione del Terz'Ordine Carmelitano e delle Confraternite dello Scapolare del Carmine in varie parti del mondo.

La Regola

La base del progetto di vita dei Carmelitani è "vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a lui con cuore puro e con buona coscienza" (Regola). Essi hanno trovato il loro ossequio a Cristo impegnandosi nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa), nella fraternità e nel servizio (diaconia) in mezzo al popolo. Essi vedono questo realizzato nella vita del Profeta Elia e della beata Vergine Maria, esempi a cui guardare per comprendere, interiorizzare, vivere e annunciare la verità che rende l'uomo libero.

I Carmelitani, consapevoli della loro appartenenza alla Chiesa e alla storia, vivono una fraternità aperta a Dio e all'uomo, l'impegno di ascolto e di risposta autentica di vita evangelica in base al proprio carisma, e si impegnano per la costruzione del Regno di Dio dovunque si trovino.

Infatti, essi sono impegnati con l'evangelizzazione nei centri di spiritualità, nei santuari mariani, nelle scuole, nelle parrocchie, nelle missioni; e con la Giustizia e Pace in quegli ambienti dove la dignità umana è ancora calpestata, tra i poveri, l'emarginati, i sofferenti.

 

 

 

 

La Regola carmelitana afferma che è fondamentale "vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e con buona coscienza" (n.2). Per vivere sulle orme di Gesù Cristo i Carmelitani si impegnano più specificamente a:

- sviluppare la dimensione contemplativa

dell'essere umano aprendosi al dialogo con Dio - trattarsi come fratelli, con piena carità

- meditare giorno e notte la Parola del Signore

- pregare insieme o soli più volte al giorno

- celebrare ogni giorno l'Eucaristia

- lavorare con le proprie mani, come Paolo apostolo

- purificarsi da ogni traccia di male

- vivere da poveri, mettendo in comune i pochi beni

- amare la Chiesa e tutte le genti

- conformare la propria volontà con quella di Dio ricercata nella fede con il dialogo e con il discernimento.

Il cuore del carisma carmelitano è la preghiera e la contemplazione. La qualità della preghiera determina la qualità della vita comunitaria e del servizio offerto agli altri. La meta finale della vita carmelitana è l'unione con Cristo che ci impegniamo a conseguire con l'ascolto della parola di Dio. La relazione con Cristo trasforma, spinge ad uscire dal carcere dell' egoismo e a maturare l'amore puro per Dio e il prossimo. Facciamo il possibile per rispondere alla chiamata di Dio ma siamo consapevoli che alla fine solo Dio può cambiare i nostri cuori; nell'attesa paziente della sua venuta, seguiamo Cristo con fiducia, ispirati dagli esempi e le virtù di Maria, Madre di Gesù, e del Profeta Elia.

Il carisma di un Ordine religioso è donato per il mondo intero; per i Carmelitani la preghiera e la contemplazione non sono questioni private tra l'uomo e Dio ma doni da condividere con il mondo. Il cammino della preghiera è misterioso e supera la ragione umana. La preghiera ci introduce al Mistero Ultimo.

Da Elia, i Carmelitani imparano a sentire la voce di Dio nel silenzio e nell'imprevedibile. Maria accondiscese alla volontà di Dio quando le fu chiesto di essere la madre del Salvatore. Ella meditò gli avvenimenti della sua vita e fu capace di vedere in essi la mano di Dio in azione. Per molti secoli lo scapolare del Carmine ha raccolto simbolicamente il significato spirituale della relazione dei Carmelitani con la beata Vergine Maria. Lo scapolare costituisce una parte della tunica tradizionale indossata dai frati. Indossarlo è un segno di consacrazione a Maria, la Madre di Dio ed invito a rivestire le virtù di Maria accettandone la protezione. Nella Vergine Maria i Carmelitani trovano la guida per entrare in una relazione intima con Cristo, essere totalmente aperti alla volontà di Dio e lasciare che la vita venga trasformata dalla Parola di Dio; vivono in intimità spirituale con lei affinché possano imparare da lei a vivere come figli di Dio. (cfr www.carmelitani.org – sito ufficiale dell'Ordine Carmelitano)

Con te è la sapienza

che conosce le tue opere,

che era presente

quando creavi il mondo;

lei sa quel che piace ai tuoi occhi

e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

Inviala dai cieli santi...

perché mi assista

e mi affianchi nella mia fatica

e io sappia

cosa ti è gradito. Sap 9,9-10