Carmelo SS.ma Concezione

Via G.Garibaldi 1

01015 Sutri (VT)

0761/609082

CCP 10351013

 Dove la vita è preghiera 

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Per i cuori feriti dall'amore divino, in cerca del Dio vivente, infiammati dal desiderio di vivere alla sua Presenza in una più intima relazione con Lui nel silenzio e nella solitudine...

Cfr. Vedere l'Invisibile - Y.Hindrakusuma O.Carm.

Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio. Ho detto al Signore: “il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene.

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. Sal 16 (15)

La nostra "Carta d'identità"

Siamo le Sorelle Carmelitane di Sutri; apparteniamo all'Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, comunemente denominato Ordine Carmelitano.

Ti possiamo fornire alcune notizie sulla vita claustrale, sulla nostra Famiglia religiosa, sulla nostra piccola comunità "sutrina", cellula di un corpo più grande, la Federazione di Monasteri Carmelitani Italiani.

La nostra vita desidera essere un rendimento di grazie a Dio, un canto di lode e di gioia, di donne libere che ricevono continuamente il dono che Dio fa di se stesso a tutte e a ciascuna...

In queste pagine potrai trovare in sintesi una descrizione della nostra identità così come è presentata nei documenti sulla vita contemplativa e la clausura delle monache (Verbi Sponsa, Vultum Dei quaerere), con cenni storici sulle Monache che hanno già compiuto il loro cammino di santità e che ci hanno preceduto, lasciandoci una preziosa eredità. Ogni famiglia religiosa attinge alla propria Regola e alle proprie Costituzioni ciò che riguarda il suo specifico carisma, e ad esse troverai un breve riferimento; in ultimo, una descrizione del nostro quotidiano e delle tradizioni che abbiamo accolto in questo luogo che il Signore ha voluto riservarsi per sé e lasciare in custodia alla Vergine Immacolata.

Sorelle in monastero...


 

La clausura è un mezzo ascetico che favorisce la vita integralmente ordinata alla contemplazione. E' un segno della custodia santa di Dio per la sua creatura ed è forma singolare di appartenenza a Lui solo. La contemplativa claustrale adempie in sommo grado al primo comandamento del Signore: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze, con tutta la tua mente » (Lc 10, 27), facendone il senso pieno della sua vita e amando in Dio tutti i fratelli e le sorelle. Ella tende alla perfezione della carità scegliendo Dio come « l'unico necessario » (cf. Lc 10, 42), amandolo esclusivamente come il Tutto di tutte le cose, compiendo con incondizionato amore per Lui, nello spirito di rinuncia proposto dal Vangelo (cf. Mt 13, 45; Lc 9, 23), il sacrificio di ogni bene... ossia « rendendo sacro » a Dio solo,  ogni bene, perché Lui soltanto dimori nel silenzio claustrale riempiendolo con la sua Parola e la sua Presenza. Il monastero, situato in luogo appartato o nel cuore della città, con la sua particolare struttura architettonica, ha appunto lo scopo di creare uno spazio di separazione, di solitudine e di silenzio, dove poter cercare Dio più liberamente.

Il monastero offre la possibilità di liberarsi da ogni attaccamento che possa distrarre, interiormente ed esteriormente; tutto è ricondotto all'essenziale, per favorire il raccoglimento e l'impegno a purificare il cuore e la mente mediante un serio cammino di preghiera, di rinuncia, di vita fraterna, di ascolto della Parola di Dio, di esercizio delle virtù teologali; fede, speranza e carità.

CHI DIVENTA ASSOLUTA PROPRIETA’ DI DIO DIVENTA DONO DI DIO A TUTTI. L’ESISTENZA DELLE SORELLE INTERAMENTE DONATE AL SERVIZIO DELLA LODE DIVINA NELLA PIENA GRATUITA’, PROCLAMA E DIFFONDE PER SE STESSA IL PRIMATO DI DIO E LA TRASCENDENZA DELLA PERSONA UMANA CREATA A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA. E' UN RICHIAMO PER TUTTI A “QUELLA CELLA DEL CUORE DOVE CIASCUNO E' CHIAMATO A VIVERE L'UNIONE CON IL SIGNORE”.

Sappiamo di aver ricevuto un dono grande per un atto di misericordia del Signore e ci impegniamo a corrispondere a tale grazia alla quale lasciamo gradualmente spazio nel nostro cammino di crescita e di scoperta del piano di Dio su di noi e della missione particolare affidata ad ogni comunità. Siamo chiamate ad essere figura visibile di ciò che sarà in futuro; tutti infatti contempleranno il volto del Signore senza avere necessità di altro, in un’eterna felicità.

I monasteri possono, nella misura e secondo le modalità che convengono al proprio spirito e alla tradizione della propria famiglia religiosa, accogliere quanti desiderano attingere alla loro esperienza spirituale e partecipare alla preghiera della comunità, mantenendo la separazione materiale che richiama il significato della vita contemplativa e una custodia delle sue esigenze. Con un animo libero e accogliente, con la tenerezza di Cristo le monache portano in cuore le sofferenze e le ansie di quanti ricorrono al loro aiuto e di tutti gli uomini. Solidali con le vicende della Chiesa, collaborano spiritualmente all’edificazione del Regno di Cristo perché Dio sia tutto in tutti.

La disciplina della clausura costituisce un dono perché tutela il carisma fondazionale dei monasteri. La separazione attraverso muro e grata, è un mezzo di valore, ma non il fine che è sempre e solo l’unione con Dio unico Signore della vita.

Come si legge nelle nostre Costituzioni, l'impegno di vivere nell'ossequio di Gesù Cristo, dono carismatico dell'Ordine, trova presso le Monache una forma propria per esprimere nella Chiesa l'ideale contemplativo con cui nacque e nel quale vive il Carmelo; la meditazione della Parola, la vita di comunione fraterna, la preghiera assidua e gioiosa, la celebrazione quotidiana del mistero eucaristico, il lavoro, il silenzio, l'ascesi, l'affetto speciale per Maria nella quale ogni carmelitano vede l'immagine perfetta di tutto ciò che desidera e spera di essere. Siamo chiamate ad accogliere il dono dello Spirito Santo per testimoniare che i beni celesti sono già presenti in questo mondo; la nostra vita "anticipa" la vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione di Cristo e preannunzia la futura risurrezione e la gloria del Regno. Il Signore, chiamandoci a vivere nella sua casa, ci predispone a consumarci alla Sua Presenza, con lo stesso zelo di Sant'Elia, con la passione ardente del profeta che affronta i nemici di Dio imparando a conoscere profondamente la sua debolezza, la sua povertà; in tal modo comprendiamo la necessità di lasciare sempre maggior spazio alla grazia divina che trasforma e purifica, che dà forza, che custodisce e santifica se aderiamo con cuore semplice e generoso alla volontà di Dio.

In questa generosità che il Signore ci chiede di rinnovare ogni giorno, cresce la disponibilità al servizio di solidarietà universale verso i fratelli, non essendovi nulla di genuinamente umano che non trovi eco nel cuore di ogni consacrato che ha offerto integralmente la sua vita al Signore della Vita. (cfr Costituzioni nn°14-16-18-19-21—Cost. Dogmatica Gaudium et Spes)

Come Cristo che visse nascosto a Nazareth e fu condotto dallo Spirito nel deserto, noi carmelitane siamo chiamate a vivere in solitudine e in silenzio, anche sull'esempio di tanti santi che scelsero questo mezzo di vita per avere una più profonda esperienza di Dio, attente alla sua Presenza e aperte al suo amore. (Cost. n°95)

La comunità è focolare domestico dove la castità consacrata alimenta la fiamma di un ardente amore a Dio e alle sorelle. E' espropiazione da parte di ciascuna a profitto di tutte per mezzo della povertà volontaria. E' comunione di tutte nell'obbedienza alla volontà di Dio. Questo al servizio degli uomini, ai quali tanto più annunzieremo Cristo quanto con maggior impegno esprimeremo nella vita comunitaria la perfetta comunione della Vita Trinitaria. (Cost.n°29)

Sentendosi parte viva nel cuore della Chiesa e del mondo, le Monache partecipano la loro esperienza di claustrali, accogliendo con gioia e benevolenza quanti si avvicinano a loro e promuovendo nella chiesa locale la preghiera liturgica, l'ascolto orante della Parola e l'approfondimento dei valori dello spirito, nella fedeltà al loro genere di vita e alle norme della clausura. (Cost.n°21)

La situazione profondamente innovatrice della vita nuova, che in modo pieno si attuerà nel secolo futuro, si manifesta anche mediante la castità consacrata. 

L'amore di Dio e la grazia della sua chiamata sono il fondamento della nostra consacrazione attraverso il voto di castità, mediante il quale ci consegniamo a Dio con amore esclusivo e immediato, seguendo Cristo vergine nella sua donazione al Padre e ai fratelli. Accogliamo liberamente il dono che Dio ci offre per pura sua iniziativa e vi rispondiamo con la vita, come espressione della nostra fede. La castità vissuta con lo sguardo al regno dei cieli, supposta la necessaria maturità dell'affettività umana, libera in modo speciale il cuore, diventa "segno e stimolo della carità ed è speciale sorgente di spirituale fecondità nel mondo" (cfr Cost. Dogmatica Lumen Gentium) Convocate nel nome del Signore, animate dallo Spirito Santo, sull'esempio della Madre di Dio e della Chiesa primitiva, vogliamo vivere in "un cuor solo e un'anima sola", per formare una vera famiglia in cui tutte ci sentiamo sorelle e figlie di un medesimo Padre.

Questa unione di cuori, temprata nella nostra comunità, deve superare i limiti del Monastero ed estendersi all'Ordine, alla Chiesa e all'umanità intera. (Cost. n° 26)

Il mezzo più efficace per conservare il raccoglimento e diporsi alla conversazione con Dio, è camminare continuamente alla presenza del Signore. Questo atteggiamento che scaturisce dall'ispirazione eliano-mariana del Carmelo, deve essere stimato come la più preziosa eredità lasciataci dai nostri padri. (Cost. n° 81)

Il valore e la fecondità della castità, trovano il fondamento "nella Parola di Dio, negli insegnamenti del Cristo, nella vita della sua Madre vergine, come pure nella tradizione apostolica, quale è stata incessantemente affermata dalla Chiesa". Dovremmo sviluppare ogni giorno questo carisma mediante uno sforzo reale e continuo che a volte esigerà il crocifiggerci con Cristo, ispirandoci allo stesso tempo alla purità interna della Vergine Maria per il suo atteggiamento di totale donazione a Dio, al profeta Elia, per la sua dedizione alla causa di Javhé e al servizio dei fratelli. (Cost. n°41)

Per mezzo dell'obbedienza, osservata con la verità delle opere, compiamo l'offerta della nostra volontà a Dio, seguendo l'esempio di Cristo che venne in questo mondo non per fare la sua volontà ma quella del Padre e si fece obbediente fino alla morte di croce, riscattando con l'obbedienza il genere umano. (Cost. n° 51-53)

Il lavoro è parte integrante della vita umana e mezzo efficace di perfezionamento personale, in questo contesto, favorisce grandemente la vita contemplativa...imprimendo nel lavoro le ricchezze dello spirito e associandolo intenzionalmente alla mortificazione personale, facciamo nostra la nuova dignità che al lavoro dette Cristo Gesù, il quale non ricusò di lavorare con le sue mani. (Cost. nn° 87-88)

In comunità cercheremo Dio nella preghiera, sicure della presenza del Signore Gesù tra noi; ascolteremo e mediteremo la Parola di Dio, parteciperemo all'Eucaristia, sacrificio di riconciliazione, sacramento di unità, legame di carità; loderemo il Signore con la preghiera liturgica e il silenzio; ci uniremo nello sforzo comune del lavoro; insieme prenderemo la comune refezione, rifletteremo, riunite, sul bene comune e insieme usufruiremo della ricreazione. (Cost. n°28)

Mediante il voto di povertà ci sforzeremo di seguire Cristo che, essendo ricco, si fece povero per noi e che manifestò il suo amore al Padre e agli uomini umiliandosi e prendendo la condizione di servo, quantunque fosse uguale a Dio. Questo atteggiamento radicale di povertà nella nostra vita cristiana e religiosa faciliterà la piena adesione a Dio e la generosa disponibilità per il servizio dei fratelli. Inoltre seguiremo Maria, la serva del Signore, totalmente aperta alla sua parola e disponibile al suo servizio.

(Cost. nn° 46-47)

Fammi conoscere, Signore,

le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua verità e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Io spero in te tutto il giorno...

Vedi la mia povertà

e la mia fatica

e perdona tutti i miei peccati. Sal 25 (24)